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Elvira Savino non è Alice nel Paese delle Meraviglie
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domenica, maggio 18, 2008

Elvira Savino
non è Alice nel Paese delle Meraviglie
così bacchetta di santa ragione Dagospia

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Luisito Bianchi. I miei amici (diari 1968 - 1970). Sironi editore, collana indicativo presente
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sabato, maggio 17, 2008
Luisito Bianchi
I miei amici
(diari 1968 - 1970)
Il lavoro, la Chiesa e il potere:
il diario di un prete in fabbrica
e il suo tentativo di fedeltà all’Evangelo.
Il «giornale dell’anima» di un grande scrittore. «Per la prima volta, questa notte, con insistenza, a lungo, senza attenuanti, ho maledetto la fabbrica. Avessi avuto il potere taumaturgico di Cristo, i motori si sarebbero fermati, le tine sventrate, le ciminiere sgretolate. L’orgoglio del fico avrebbe ceduto allo squallore della desolazione. Mi è apparso, in tutta la sua crudezza, quello che vale l’uomo in fabbrica, macinato dal sistema: nulla. A che serve la mia vita? A fare un bel gesto? A vivere l’Evangelo? A preparare un tempo più autentico per la Chiesa? Ad assommare inutilità su inutilità, vanità su vanità? Veramente Dio tace. Siamo nel periodo del sepolcro vuoto e del silenzio del Risorto.»L’autore di questo diario è un prete, che fa l’operaio: «L’esperienza della fabbrica [...] era un fatto di coerenza: trovare il sostentamento nel lavoro per essere gratuiti nel ministero, per cercare di capire come poteva essere credibile la Chiesa. Io potevo esserlo, come persona, ma quello che mi interessava era che lo fosse la Chiesa. E quell’interrogativo rimane aperto ancora oggi, forse ancora di più».
Le sue sono annotazioni quotidiane: tumultuose, appassionate, dubbiose e drammatiche. E animate da un affetto sincero, pieno di arguzia e allegria, verso i compagni: quelli che condividono i turni nel reparto della Montecatini, a Spinetta Marengo.
Leggendo ci accorgiamo di essere entrati nella vita di questi amici: sappiamo tutto di loro e delle loro famiglie; tutto della Commissione interna di fabbrica e dei vari direttori; abbiamo imparato a fiutare l’odore chimico del reparto, abbiamo provato la lunghezza del turno di notte, condiviso gli innumerevoli thermos di caffè, attraversato i conflitti, visto gli incidenti e patito le morti.
È questa la ragione del titolo I miei amici, perché è attorno ai compagni che prende senso tutta l’esperienza di don Luisito Bianchi.
Ci passa la storia d’Italia in questo libro: il movimento operaio, i difficili anni post-conciliari, quel ’68 che ha scompigliato come un vento la società del nostro Paese. Ma, soprattutto, protagoniste sono la Chiesa e la Fabbrica: restituite senza ideologia e con la capacità di far emergere problemi e contraddizioni in cui ci sorprendiamo ancora oggi immersi.
Società, politica, teologia, cronaca: qui non sono concetti, ma forze che agiscono nella viva carne di una persona che a quarant’anni mette da parte tutto, tranne la propria coscienza, per esporre alla nuda prova della vita la sua vocazione e la sua umanità.
I miei amici sono un vero «giornale dell’anima», che non seleziona né gerarchizza, non censura né abbellisce, non ammaestra né moraleggia ma provoca con il semplice potere della verità.
Luisito Bianchi è nato a Vescovato nel 1927 ed è sacerdote dal 1950. È stato insegnante e traduttore ma anche operaio, benzinaio e inserviente d’ospedale. Ora svolge funzione di cappellano presso il monastero di Viboldone (Milano). Ha pubblicato: Salariati (1968), Gratuità tra cronaca e storia (1982), Dittico vescovatino (2001), Simon mago (2002), Dialogo sulla gratuità (2004) e Monologo partigiano (2004). Sironi ha pubblicato Come un atomo sulla bilancia e La messa dell’uomo disarmato, il suo grande romanzo sulla Resistenza, elogiato da critica e pubblico.
Hanno detto di lui: «Un punto di riferimento per chi ama la letteratura, per i critici e per i lettori che hanno trovato nei libri di questo autore un seme di verità, una parola vera e necessaria» (Avvenire); «Un autore di densissimo spessore umano e spirituale» (La Stampa); «Don Luisito Bianchi è sempre stato ed è un prete "scomodo", di quelli pronti a mettersi in gioco» (L’Unità).
I miei amici - Luisito Bianchi - collana indicativo presente - Sironi editore - ISBN: 978-88-518-0100-7 - Pagine: 832 - 24 €
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Il titolo "I miei amici" di Luisito Bianchi è disponibile in tutte le più grandi librerie.
Altre info su Vibrisse, bollettino: I miei amici di Luisito Bianchi
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GIU' LE MANI DAL TG3 - DIFFONDI QUESTA NOTIZIA
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Giù le mani dal Tg3
Valter Veltroni: "Vedo che qualche esponente politico insiste, per evidenti manie di protagonismo, a coinvolgere il Pd e il suo segretario nella polemica relativa all'annunciata scelta aziendale della Rai che dovrebbe penalizzare gli spazi informativi del Tg3 in seconda serata. Non so di cosa stiamo parlando. Nessuno mi ha mai detto nulla prima, come è giusto e normale che sia. Ho appreso di questa decisione ieri leggendo i giornali scoprendo di aver avuto un ruolo nella vicenda. Tutto questo è paradossale e grottesco." Ed ancora, in tono piccato: "Non va a merito né dei quotidiani che hanno pubblicato il mio nome né dei politici che l'hanno strumentalizzato. Se poi mi si chiede un parere, voglio dire che considero sbagliata la decisione di ridimensionare uno spazio informativo prezioso che in questi anni ha contribuito ad offrire ai cittadini un' informazione equilibrata e corretta. Ho grande stima del direttore Di Bella e della sua redazione. E mi auguro che questo patrimonio di professionalità possa sempre di più essere valorizzato".
In una nota di viale Mazzini si legge: "Non esiste alcun progetto di cancellazione di Primo Piano e da ottobre anzi è previsto un raddoppio dello spazio informativo notturno del Tg3 da circa mezz'ora a 60 minuti.
Nell'ambito del rinnovamento dei palinsesti è previsto anche che questo spazio abbia un'ora di partenza certa (le 24.00) a fronte, oggi, di un orario variabile per l'inizio di Primo Piano collocabile tra le 23.15 e le 23.40 circa. E attualmente sempre in sovrapposizione con le edizioni di mezza sera del Tg1 e del Tg2 che ne penalizzano anche gli ascolti". Si legge ancora che si tratta di "una variazione che si colloca in un progetto complessivo di ampliamento e razionalizzazione della collocazione di tutta l'offerta informativa Rai".

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motorhead, whorehouse blues
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motorhead - whorehouse blues
«Sono nato nel '45, l'anno in cui la guerra finì. Per me non è storia antica, e non vedo le cose come "i buoni americani ed inglesi" e "i cattivi tedeschi". Comunque Hermann Goering è l'unico che ammiro. Il suo suicidio a Norimberga fu fantastico. Hitler invece era un bastardo. Odio il razzismo, colleziono cimeli solo perché mi piacciono, ma non credo in queste cose... e penso che la gente cattiva (ad esempio i nazisti) produca sempre gli oggetti migliori.»
(Kilmister - Campbell - Dee)
Well we came up from the gutter,
The wrong side of the tracks,
Yeah, we came up from the gutter,
Wrong side of the tracks,
You know the music brought us out, babe,
And we ain't never been back,
Cause we went city to city,
All around the world,
Yes, we went city to city,
All around the world,
You know it never looked like enough, honey,
Even after thirty years,
Cause we come blazing like a shooting star,
We light you up real good,
Yes, we come blazing like a shooting star,
We light you up real good,
We gonna hit you like a flash of lightning,
Just like a bad boy would,
You know the only thing that's missing,
Is a little mouth harp blues,
You know the only thing that's missing,
Is a little mouth harp blues,
And you know life's full of suprises,
You know we do that to,
You know we ain't too good looking,
But we are satisfied,
No, we ain't never been good looking,
But we are satisfied,
We shoulda opened up a little Whorehouse, honey,
Get a little booty on the side
Jurij Druznikov: è scomparso ieri uno dei più grandi scrittori russi del Novecento
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venerdì, maggio 16, 2008


E’ scomparso ieri Jurij Druznikov
uno dei maggiori scrittori russi del Novecento
autore del classico Angeli sulla punta di uno spillo
e del romanzo Il primo giorno del resto della mia vita,
appena pubblicato da Barbera Editore.
È scomparso ieri, all'età di 75 anni, Jurij Druznikov, considerato dalla critica uno dei più importanti scrittori russi del Novecento, candidato al Nobel per la letteratura nel 2001 e menzionato nello stesso anno come autore del miglior romanzo in traduzione (Angeli sulla punta di uno spillo, Barbera 2006) dall'Unesco. Druznikov, che viveva negli USA dal 1985, è morto nella sua casa di Davis, California, per le conseguenze di una grave polmonite che lo aveva colpito due settimane fa.
JURIJ DRUZNIKOV – BIOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA SINTETICA
Sobranie sochinenii, 6 voll. (VIA Press, Baltimore, 1998);
Izbrannaya proza, 2 voll. (Pushkinsky Fond, St.Petersburg, 1999);
Izbrannoye, 2 voll. (U-Factoria, Yekaterinburg, 2001);
Narrativa e saggistica
Chto takoe ne veziot. Collection of Short Stories (Molodaya Gvardiya, Moscow, 1971);
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Quando smetti di chiamare, non smettere di rispondere".
Parte dal Veneto l'operazione "CuorePhone" promossa da Adler, in collaborazione con Poste Italiane, a favore di un progetto per l’infanzia di Medici senza Frontiere. Questa operazione prevede la raccolta e la vendita di telefoni cellulari usati ma funzionanti dai privati ad Adler con devoluzione del prezzo come contributo di solidarietà a Medici senza Frontiere. Se possiedi uno o più telefoni cellulari usati ma ancora funzionanti spediscili a Adler con spese postali a carico del ricevente, inserendoli nell'apposita busta predisposta da Porte Italiane. Adler si impegna ad acquistare i cellulari usati da te spediti per un prezzo variante tra 0,50 e 3 Euro cadauno, a seconda del valore commerciale di ciascuno, e a devolvere, per tuo ordine e conto, a Medici senza Frontiere l'importo come sopra determinato.
Con 3 euro si aiuta Medici senza Frontiere a somministrare del cibo iperproteico per la riabilitazione di un bambino dopo una malattia infettiva.
http://www.cuorephone.it/index.html


Grazie di cuore ad Acquaesale
per aver segnalato questa importante iniziativa.
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Travaglio senza fine: il querelato querela Giuseppe D'Avanzo
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giovedì, maggio 15, 2008


Travaglio senza fine: il querelato querela
il vicedirettore di Repubblica, Giuseppe D’Avanzo
Oggi Giuseppe D’Avanzo avrebbe ripescato un’intercettazione telefonica risalente al 2002 tra Travaglio e Pippo Ciuro, maresciallo della Dia, poi condannato per favoreggiamento a Michele Aiello, condannato a 14 anni per mafia. Per D’Avanzo, Travaglio sarebbe stato ospite per le sue vacanze in Sicilia dello stesso Aiello, tramite la mediazione di Ciuro. Travaglio conferma le vacanze siciliane in cui ha incontrato Ciuro, ma smentisce in maniera categorica di aver mai conosciuto Aiello. Da qui la querela di Travaglio nei confronti di D’Avanzo.
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